dalla Newsletter n°24 – Maggio 2026
– Piero Fassino
Il trattamento violento e disumano a cui sono stati sottoposti una parte dei partecipanti alla iniziativa Flotilla, nonché le parole sprezzanti a loro indirizzate dal ministro Ben Gvir hanno suscitato indignazione e proteste in tutto il mondo.
Lo stesso Presidente di Israele Herzog ha pronunciato parole di condanna e esecrazione, fatte proprie da una larga parte della società israeliana.
Anche l’IDF ha sentito l’esigenza di prendere le distanze dalle vessazioni e dalle torture perpetrate dalle squadracce agli ordini di un ministro suprematista e razzista. Chiunque ispiri la propria vita e i propri comportamenti a valori di rispetto delle persone non può che esprimere la più completa esecrazione per atti e parole che negano la dignità umana.
Nessuno ignora che Flotilla – al di là dell’afflato umanitario e solidaristico che ispira sinceramente molti suoi partecipanti – si pone come una iniziativa di sfida. Anzi per bocca dei suoi organizzatori una iniziativa di fiancheggiamento del radicalismo palestinese.
Ma questa verità – che non deve essere celata – non giustifica in alcun modo l’aggressione in acque internazionali alle imbarcazioni di Flotilla e ancor di meno giustifica la sottoposizione dei militanti di Flotilla a violenze e umiliazioni inaccettabili.
Così come non sono accettabili e vanno condannate in modo netto le razzie violente perpetrate in Cisgiordania dai settori estremistici dei coloni contro la popolazione palestinese, senza che vi sia alcuna reazione delle forze militari israeliane lì dislocate. Né può essere accettato che Israele adotti una legge sulla pena di morte, contraddicendo il valore supremo della vita che è uno dei capisaldi dell’umanesimo ebraico.
Una società democratica – e lo Stato di Israele lo è, in contesto mediorientale invece caratterizzato da regimi autocratici o sanguinari come in Iran – ha un dovere ineludibile: ispirare ogni suo comportamento, ogni suo atto al rigoroso rispetto della dignità delle persone e ai valori dello stato di diritto.
Ogniqualvolta invece il governo israeliano adotta, o anche solo tollera, comportamenti che violano quei principi e quei valori si infligge un colpo alla credibilità del carattere democratico della società israeliana e si favoriscono le rappresentazioni manichee e criminalizzanti di Israele, nonché il diffondersi di pulsioni antiebraiche e antisemite.
Chi, come “Sinistra per Israele-Due Popoli Due Stati”, si batte contro ogni forma di discriminazione e per riaffermare il diritto alla esistenza di Israele a fianco di uno Stato palestinese in una pace fondata sulla convivenza tra israeliani e palestinesi, non può che considerare Ben Gvir, Smotrich e l’estremismo messianico ebraico un avversario di Israele da contrastare e combattere.

