Yair Golan all’Assemblea Nazionale di SxI-2p2s

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dalla Newsletter n°24 – Maggio 2026
– Marco Pierini

Rimettere al centro la diplomazia
il segretario dei Democratici israeliani Yair Golan all’Assemblea Nazionale di SxI-2p2s

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All’assemblea nazionale di “Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati” Yair Golan, segretario dei Democratici israeliani, ha dialogato con Lia Quartapelle, con la traduzione di Gabriele Eschenazi.

Nel suo intervento, Yair Golan ha confermato la posizione dei Democratici sulla situazione in Israele, commentando il video di Itamar Ben-Gvir – da lui definito “una vergogna” – che maltratta i membri della Flotilla detenuti ad Ashdod: “Siamo determinati a combattere Itamar Ben-Gvir, il kahanismo e il fondamentalismo che ignora i bisogni della nostra società”.

Relativamente agli scenari di guerra che Israele ha di fronte, Golan ha criticato la strategia del governo israeliano nella Striscia di Gaza e in Libano, sostenendo che “la guerra da sola non può essere una soluzione” e che la piattaforma politica dei Democratici contiene un indirizzo chiaro sulla necessità di “politica e diplomazia per garantire a Israele una sicurezza a lungo termine”.

In particolare, Golan ha criticato la scelta del governo di trascinare la guerra per oltre due anni “avendo impedito la nascita di una alternativa palestinese a Hamas che sia sostenuta da Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Arabia Saudita” e – riguardo il Libano – ha confermato la sua posizione di forte sostegno al negoziato con il governo libanese, già espressa recentemente sul The Economist. In quella sede, Golan aveva avvertito sui rischi di una invasione di terra su larga scala, senza strategia politica, invece di negoziare un accordo con Beirut: “non possiamo avere Hezbollah che continua a sparare sul nord di Israele, dobbiamo accordarci col governo libanese per avere stabilità sotto il fiume Awali”.

2026 05 24 assemblea golan 3Sulla Siria Golan si è mostrato attendista: “Dobbiamo ancora capire quali sono le intenzioni di al-Jolani, ma non serve occupare territorio siriano. Serve capire la fattibilità di un accordo sul modello di quello del 1973”.

Chiare, invece, le idee sulla minaccia iraniana: “L’interesse di Israele è avere la fine del programma nucleare iraniano, limiti allo sviluppo dei missili balistici e sanzioni a ogni attività terroristica appoggiata dall’Iran. Solo un accordo a queste condizioni può essere un buon accordo per Israele”.

Dura la posizione anche sulla situazione in Cisgiordania: nel suo intervento, Golan ha definito “terrorismo ebraico” quello che i gruppi di coloni violenti fanno ai danni dei civili palestinesi e ha promesso che nel programma dei Democratici è presente un punto chiaro sulla necessità di ristabilire “legge e ordine” contro gli estremisti. Questa posizione è in linea con la proposta dei Democratici di interrompere i finanziamenti agli insediamenti e di congelarne la costruzione.

Già in un suo recente intervento su The New York Times titolato “‘We are going to live with scars’: Yair Golan’s Battle for a Two-State Solution”, Golan aveva parlato di avere “civil separation” come precondizione per contrastare l’annessione della Cisgiordania e gettare le basi per la soluzione dei due Stati per due popoli, considerata da Golan stesso l’unica idea valida alternativa a un “modello Libano” che produrrebbe soltanto guerra e nuovi spargimenti di sangue.

Durante l’assemblea nazionale, Golan ha apprezzato il sostegno dell’associazione per le attività dei Democratici e per la loro imminente campagna elettorale e – come ribadito anche dal presidente Fiano – “Sinistra per Israele Due Popoli Due Stati” è interessata a inviare una propria delegazione a sostegno dei Democratici proprio in vista delle elezioni per il rinnovo della Knesset.