Nota SxI – Lettera ai partiti del centrosinistra

Sulla manifestazione su Gaza del 7 giugno  2025:
la lettera ai partiti del centrosinistra
e le reazioni

 

Lettera ai partiti del centrosinistra sulla manifestazione su Gaza.

Cara e cari, Angelo, Carlo, Elly, Giuseppe, Matteo, Nicola, Riccardo,
l’ipotesi di convocare una grande manifestazione nazionale che chieda il cessate il fuoco immediato a Gaza, il soccorso della popolazione palestinese con gli aiuti umanitari è un fatto importante.

Né la comunità internazionale, né l’UE, e tantomeno il governo italiano hanno infatti per ora ottenuto dal governo israeliano lo stop alle azioni militari a Gaza; così come non si è insistito a sufficienza per lo smantellamento di Hamas; in Israele una compagine di governo composta anche da partiti della destra messianica, reazionari e razzisti, ha trasformato il diritto di autodifesa in risposta al pogrom del 7 ottobre – la più numerosa strage di ebrei dopo la seconda guerra mondiale – e al rapimento di oltre 250 persone in una drammatica violazione di diritti umani, con l’uccisione di migliaia di civili, la distruzione di città e villaggi, il blocco dell’ingresso degli aiuti.

Chi vuole la pace ha il dovere di proporre iniziative concrete affinché tutto ciò finisca e finalmente sia attivato un percorso di pace equo.

“Sinistra per Israele – due popoli e due Stati” chiede pertanto che la costruzione di una piattaforma ampiamente unitaria, coinvolga realtà plurali per far sì che la comune volontà di una pace duratura e giusta abbia la forza di coinvolgere la più ampia opinione pubblica.

Come nostro contributo vi proponiamo alcuni punti, che sono condivisi dalle forze democratiche europee e che sono secondo noi indissociabili dalla necessaria condanna per la situazione di Gaza e dalla richiesta di fermare l’azione del governo di Israele.

Chiediamo che nella manifestazione ci siano anche:

1- la richiesta della liberazione immediata di tutti i rapiti israeliani;

2- l’esposizione sempre anche delle coccarde gialle dei rapiti;

3- che sia espressa solidarietà attiva verso gli israeliani che si oppongono al governo e verso i palestinesi che si oppongono a Hamas;

4- ⁠che l’iniziativa affermi la necessità dello smantellamento di Hamas

5- la ⁠condanna del dilagante antisemitismo, anche quando si manifesta nelle forme dell’ostilità verso i singoli cittadini di Israele, rifiutando qualunque avallo al principio della colpa collettiva;

6- ⁠il rilancio della prospettiva di pace con al centro la proposta di “due popoli e due Stati”.

Un movimento che vuole contribuire alla pace, interrompere la tragedia di Gaza, fare tornare a casa gli ostaggi israeliani, sostenere la democrazia israeliana, comprendere le ragioni profonde di questa guerra infinita, deve essere capace di fare tutte queste richieste nel medesimo tempo.

In quell’area così devastata del mondo si scontrano due diritti, difenderli tutti e due non vuol dire danneggiare una delle due parti, ma lavorare perché le due parti possano avere un futuro.

Una sinistra che si ponga alla testa di un simile movimento deve realizzare iniziative concrete per ricostruire/sostenere il dialogo fra la ANP e le forze politiche israeliane che si battono per il cambiamento e per la realizzazione della soluzione dei “Due Popoli – Due Stati”.

Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati

27 Maggio 2025

LE REAZIONI

ITALIA VIVA

MO: IV, ‘NOSTRA POSIZIONE SU MANIFESTAZIONE E’ QUELLA DI SINISTRA PER ISRAELE’ =
Roma, 27 mag. (Adnkronos) –

”Italia Viva condivide e sposa in pieno la posizione di Sinistra per Israele in merito al conflitto in Medioriente: per questo ci associamo alla richiesta di Emanuele Fiano di creare una piattaforma condivisa in vista della grande manifestazione convocata per accendere un faro sulla drammatica situazione della striscia di Gaza”.

Così in una nota il Senatore Ivan Scalfarotto, responsabile Esteri di Italia Viva e membro di Sinistra per Israele.

”Facciamo quindi nostre le richieste avanzate da Sinistra per Israele in merito alla manifestazione: condanna delle azioni del governo israeliano, cessate il fuoco immediato e aiuti umanitari, richiesta di liberazione di tutti gli ostaggi, esposizione delle coccarde gialle in solidarietà a coloro che si trovano ancora nelle mani di Hamas, sostegno ai palestinesi anti Hamas. E una posizione netta e chiara di condanna al terrorismo e all’antisemitismo.

L’obiettivo dei ”Due popoli, due Stati” deve essere il faro che guida l’azione dell’Italia così come fu durante il Governo Renzi, quando l’allora presidente del consiglio lo enunció alla Knesset” conclude Scalfarotto.

(Mon/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 27-MAG-25 15:54 NNNN

AZIONE

ADN1415 7 POL 0 ADN POL NAZ MO:
CALENDA, ‘IN PIATTAFORMA MANIFESTAZIONE ANCHE RICHIESTE SINISTRA PER ISRAELE’ =
Roma, 27 mag. (Adnkronos) –

“Ci sembra che le richieste avanzate da Sinistra per Israele siano un giusto completamento a quelle presentate oggi da Pd M5S e AVS. Ci uniamo alla richiesta di integrare quei punti negli intenti della manifestazione del 7 giugno”.

Così Carlo Calenda sulla manifestazione per Gaza.

(Mon/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 27-MAG-25 18:47 NNNN

+EUROPA

ADN1558 7 POL 0 ADN POL NAZ MO: DELLA VEDOVA, ‘SU MANIFESTAZIONE FONDAMENTALI RICHIESTE SINISTRA PER ISRAELE’ =

Roma, 27 mag. (Adnkronos) –

”Alla perentoria richiesta che Nethanyahu fermi le operazioni militari, con un cessate il fuoco immediato a Gaza innanzitutto per il soccorso alla popolazione palestinese, trovo fondamentale che si aggiunga la condivisione delle istanze formulate da Sinistra per Israele in vista della manifestazione del 7 giugno”.

Lo afferma in una nota il deputato di +Europa, Benedetto Della VEDOVA.

”Come sottolineato da Emanuele Fiano, la richiesta di liberazione immediata di tutti gli ostaggi israeliani, la necessità dello smantellamento di Hamas e la ⁠condanna del dilagante antisemitismo, sono punti irrinunciabili per affrontare in modo efficace il dramma in atto in Medio Oriente”, conclude.

(Mon/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 27-MAG-25 19:42 NNNN

DUE POPOLI DUE STATI UN DESTINO
6 giugno 2025
Milano – Teatro Parenti
Azione, Italia Viva, +Europa

Intervista a Maria Elena Boschi
La Repubblica 30-05-2025 – Gabriella Cerami

 «Nessuna spaccatura nel centrosinistra, ma su alcuni temi come il Medio Oriente, l’invio delle armi in Ucraina e i referendum sul Jobs Act manteniamo le nostre idee. Non le cambiamo perché ce lo dicono Giuseppe Conte o Elly Schlein».

La capogruppo di Italia viva alla Camera Maria Elena Boschi rivendica l’iniziativa che il suo partito insieme ad Azione di Carlo Calenda ha organizzato a Milano il 6 giugno al teatro Parenti sul conflitto israelo-palestinese.

Perché un evento alternativo alla piazza per Gaza del 7 giugno a Roma?

«Perché Pd, M5S e Avs, in modo legittimo, hanno organizzato un’iniziativa sulla loro piattaforma che era immodificabile. Non c’è stato modo di confrontarci quindi non potevamo aderire a quella manifestazione».

Cosa non condividete del loro approccio?

«C’è una parte dell’opinione pubblica italiana che rivendica il diritto di dire ‘Stop a Netanyahu’ senza attaccare Israele. Riconosciamo il diritto di Israele ad esistere, chiediamo lo scioglimento di Hamas, la liberazione degli ostaggi e non accettiamo alcun tipo di antisemitismo. C’è un pezzo della comunità ebraica italiana che non si riconosce in posizioni più spostate sulla causa palestinese senza tenere conto delle ragioni di Israele».

Qual è la piattaforma del vostro evento?

«Si chiamerà “Due popoli e un destino” e sarà questo il filo conduttore. Accogliendo le persone a teatro ci sarà un’asta che terrà insieme due bandiere: Palestina e Israele».

Come si svolgerà?

«L’idea è quella di ascoltare più voci, più interventi che pur avendo visioni diverse hanno a cuore il destino della Terra Santa e le esigenze dei due popoli».

Cosa significa l’adesione dei riformisti del Pd alla vostra iniziativa?

«Per noi è un fatto assolutamente positivo che ci siano gli amici del Pd, gli amici riformisti. Ovviamente la loro adesione è legata alla questione mediorientale e non vuol dire che ci sia qualcosa di diverso dal punto di vista politico».

Si può parlare di un riavvicinamento tra Matteo Renzi e Carlo Calenda?

«Lavoriamo insieme perché le sfide di oggi, da Gaza all’Ucraina, dai dazi al futuro europeo sono più grandi dei singoli ego. Siamo pronti ad allearci con tutti quelli che vogliono costruire un’alternativa alla Meloni, figuriamoci se non parliamo con Calenda con cui condividiamo il 90% delle posizioni».

Vi aspettate adesioni anche dal centrodestra, per esempio da Forza Italia?

«Sarà difficile che succeda perché la nostra piattaforma è critica nei confronti del governo Meloni perché assente e incapace. In Aula il ministro Tajani non ha detto sostanzialmente nulla. Ha rivendicato il sostegno sanitario e umanitario ma è mancata completamente la parte politica. Non si capisce come vogliono creare le condizioni per poter arrivare al cessate il fuoco. E sono stati molto prudenti rispetto alla valutazione del governo Netanyahu».

 

AZIONE

Ci vediamo a Milano il 6 giugno.

venerdì 6 giugno Azione sarà a Milano, al Teatro Parenti, insieme a forze politiche – IV, +E, molti amici del PD – tanti movimenti, associazioni e soprattutto cittadini per dire basta a ciò che sta accadendo in Medio Oriente, in particolare nella Striscia di Gaza.

Una tragedia immane, che impone a tutti una presa di posizione chiara.

Condanniamo senza esitazioni la politica del governo Netanyahu: disumana, inaccettabile, criminale. Va fermata.

E tuttavia deve essere altrettanto chiaro che i palestinesi hanno un altro nemico, interno, rappresentato da Hamas. Un’organizzazione terroristica che li usa come scudi umani, sequestra gli aiuti umanitari ed è altrettanto responsabile della più grossa crisi umanitaria da molti anni a questa parte.

Tenere insieme queste due prospettive è fondamentale se si vuole raggiungere l’obiettivo di una pace duratura e del riconoscimento dei due Stati.

E questo è lo spirito che ci porterà il 6 giugno in quel teatro. Un momento di confronto che non ha nulla contro la manifestazione del giorno successivo organizzata da Fratoianni, Bonelli, Conte e Schlein. Di cui, però, non condividiamo ciò che manca e che non sono stati disposti ad integrare nella loro piattaforma: il disarmo di Hamas, il contrasto di chi vuole la distruzione dello Stato di Israele, una netta, chiara, forte e pronunciata condanna degli atti di antisemitismo a cui stiamo assistendo.

Tuttavia è importante, in questo momento, qualunque iniziativa che arrivi a risvegliare il cuore delle persone e che promuova un grande movimento internazionale che fermi lo scempio a cui stiamo assistendo. Questo il nostro unico obiettivo.

Lo faremo insieme a chi condivide oggi questa responsabilità.

Lo faremo perché crediamo che esista un mondo in cui in possibile che l’identità non sia un’arma, ma un ponte.

TI ASPETTO IL 6 GIUGNO, ORE 18:00, AL TEATRO PARENTI DI MILANO. PRENOTA IL TUO POSTO QUI.

Perché il silenzio, oggi, è complicità. E perché la pace — quella vera — ha bisogno di coraggio.

Ci vediamo a Milano.

Europa Radicale

Gaza: Europa Radicale aderisce alla manifestazione del 6 giugno a Milano promossa da Azione e Italia Viva

Boni: Aderiamo convintamente alla manifestazione “Due popoli, due Stati, un destino” con lo spirito con cui abbiamo da mesi lanciato l’iniziativa “Offensiva di pace”, perché la pace (non la tregua!) passa dalla completa marginalizzazione dei terroristi di Hamas e delle frange estremiste in Israele

A seguire il documento di adesione inviato dal coordinatore nazionale di Europa Radicale, Igor Boni, agli organizzatori – Azione e Italia Viva – della manifestazione “Due popoli, due Stati, un destino”, prevista per il prossimo venerdì 6 giugno a Milano, alle 18:00, al Teatro Parenti

La situazione umanitaria a Gaza è tragica e ancora più tragico, sia per gli israeliani che per i palestinesi, è il disegno della destra suprematista, che tira i fili del Governo Netanyahu, di trasformare una guerra di difesa non solo legittima, ma “sacrosanta” contro il terrorismo di Hamas e per la liberazione degli ostaggi in una strategia di occupazione, ricolonizzazione e, in prospettiva, di annessione di Gaza e della Cisgiordania, nonché di trasferimento forzato della popolazione palestinese.

Altrettanto tragica e foriera di conseguenze disastrose è la strumentalizzazione della crisi umanitaria a Gaza in funzione anti-israeliana, quando non direttamente antisemita, e della denuncia delle responsabilità del Governo di Netanyahu come contestazione di Israele, della sua legittimità e della sua stessa esistenza, fino a considerare Hamas e il terrorismo islamista come uno scandalo da addebitare allo Stato ebraico e come una conseguenza delle sue colpe.

Con questa consapevolezza aderiamo convintamente alla manifestazione “Due popoli, due Stati, un destino”, convocata a Milano il prossimo 6 giugno da Azione e Italia Viva. Aderiamo con lo stesso spirito con cui Edith Bruck ha invitato inutilmente la sinistra a sfilare il 7 giugno con le bandiere israeliane accanto a quelle palestinesi e con la chiarezza di una posizione pro libertà e pro democrazia per tutti, israeliani e palestinesi.

Come Europa Radicale abbiamo da mesi lanciato l’iniziativa “Offensiva di pace” per chiedere innanzitutto alla comunità internazionale e alle opinioni pubbliche occidentali di farsi portatrici di una proposta che dica chiaramente e senza ambiguità che la pace (non la tregua!) passa dalla completa marginalizzazione dei terroristi di Hamas, che hanno come obiettivo la distruzione di Israele e la repressione violenta del dissenso interno, e delle frange estremiste e intolleranti in Israele dove Netanyahu utilizza la guerra anche per conservare il proprio potere.

Dalla unione delle piazze che contestano Netanyahu e di quelle eroiche a Gaza che condannano Hamas passa il futuro di convivenza di due popoli e due democrazie che non può che derivare da un reciproco riconoscimento. La guerra a Gaza deve finire, ma perché finisca davvero bisogna eliminare le condizioni per cui possa avvenire un altro 7 ottobre. Free Gaza from Hamas. Sì a due popoli, due Stati e due democrazie. No a qualunque retorica contro “l’entità sionista” e per la liberazione della Palestina “from the river to the sea”. No a una piazza, come sarà quella del 7 giugno, in cui non si sentirebbero a casa e sarebbero da alcuni anche contestati i milioni di cittadini israeliani che contrastano la politica di Netanyahu e della destra messianica, ma pretendono l’eliminazione di Hamas, la sicurezza di Israele e la difesa degli ebrei da un antisemitismo risorto dalle viscere della storia europea e occidentale e considerato anch’esso un effetto collaterale delle colpe di Israele.»