dalla Newsletter n°12 – Maggio 2025
Alessandra Tarquini
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Martedì 15 aprile, alle 18:00, all’Università Sapienza di Roma, Hamza Howidy, uno dei fondatori di “Bidna Naish, Vogliamo vivere”, il movimento palestinese anti-Hamas, nato nel 2019, ha raccontato la sua esperienza.
È stato un incontro emozionante.
Hamza ha ventotto anni, è nato a Gaza city, è un commercialista e dal 2023 vive in esilio in Germania. Da giovanissimo ha assistito alla guerra civile fra Fatah e Hamas, con palestinesi che uccidono palestinesi.
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A chi gli ha domandato perché avesse iniziato questo percorso, che lo ha portato in carcere due volte, ha risposto che in una società controllata dall’estremismo religioso di Hamas ha sentito l’esigenza di una vera e propria de-radicalizzazione.
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Da ragazzo poco interessato alla politica, indottrinato dalla propaganda di Hamas, ha iniziato a considerare gli israeliani come persone, a desiderare una Palestina diversa, con una nuova classe dirigente. Hamas non è un movimento di resistenza, è un gruppo terroristico islamista che impone il proprio potere con la forza, ha affermato più volte. Ma come uscire dalla guerra, gli hanno chiesto alcuni studenti. Non bisogna considerare questo conflitto in modo ideologico e le voci moderate dovrebbero avere la possibilità di esprimersi, ha risposto. E Gaza? Quale futuro possiamo immaginare? Hamza ha dichiarato che né il piano di trasferimento forzato dei palestinesi, né l’occupazione israeliana possono rappresentare una soluzione.
Questo ragazzo palestinese esile e gentile ha parlato per un’ora e quaranta minuti lentamente, senza fermarsi mai. Ha risposto alle domande con moderazione ma anche con voce chiara e ferma. Non ha nascosto il dramma che ha vissuto e ha confessato la sua delusione di fronte al silenzio europeo sulle proteste anti-Hamas. Alla fine, Hamza ha dichiarato che continuerà a raccontare al mondo la sua esperienza, come ha fatto in questa settimana romana. Dopo l’incontro alla Sapienza, è stato ascoltato dalla Commissione Esteri del Senato, dove ha preso parte al convegno Voci da Gaza, è stato intervistato su internet, in televisione, dai giornali. Per una Palestina libera e democratica, abbiamo bisogno del coraggio di Hamza.

