A confronto su Europa, guerra e antisemitismo: un’iniziativa densa e partecipata

dalla Newsletter n°16 – Settembre 2025

Valentina Caracciolo

 

Due ore di confronto e discussione, più di dieci interventi dal pubblico presente, oltre cento partecipanti: sono i numeri dell’iniziativa promossa dalla sezione romana di Sinistra per Israele-Due popoli due Stati lo scorso 25 settembre presso la Rappresentanza della Commissione europea.

Un evento moderato egregiamente dalla giornalista Flavia Fratello, che non ha mancato di evidenziare i temi principali che agitano in questi mesi e in queste settimane il dibattito pubblico sul conflitto a Gaza, ma anche le posizioni, a volte troppo deboli a volte incomprensibili, dell’Europa e della sinistra, italiana ed europea.

Al centro, il peggioramento progressivo del clima che circonda non solo il governo di Israele ma anche chi – cittadini di tutto il mondo di religione ebraica, cittadini israeliani, persone che non smettono di essere vicine a Israele – non si sente di far parte di chi discute “tifando” ma cerca il dialogo e la discussione basata sull’analisi e sui fatti.

A rispondere alle sollecitazioni di Flavia Fratello e dei partecipanti presenti, Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo con delega alla Memoria e al contrasto all’antisemitismo, ed Emanuele Fiano, presidente di Sinistra per Israele-Due Popoli due Stati. Un confronto intenso, appassionato, che ha messo sul tavolo gli elementi fondamentali della situazione di Israele e mediorientale, sullo sfondo l’antisemitismo di ritorno camuffato (anch’esso fenomeno molto grave) da antisionismo.

Aurelio Mancuso, coordinatore di SxI Roma ha aperto l’incontro, sottolineando i fatti che hanno caratterizzato nella Capitale gli ultimi giorni: tra questi, l’esposizione sulla facciata del Campidoglio della bandiera palestinese, atto “corretto”, grazie alla presa di posizione di Sinistra per Israele e per l’intelligente intervento del Sindaco Gualtieri, con l’esposizione del fiocco giallo che ricorda che ancora nelle mani di Hamas ci sono gli ostaggi israeliani. L’apertura dell’incontro è stata preceduta da un ricordo del nostro Guido Laj, mancato il 12 agosto scorso a causa di una brutta malattia.

“Vogliamo avere uno sguardo che guardi a tutti, perché guardare da una sola parte non aiuta la pace, non aiuta il dialogo che è il nostro obiettivo; vogliamo usare parole oltre la violenza, oltre il conflitto, parole che siano di pacificazione: concetti che non vanno per la maggiore ma noi non rinunceremo mai a questo compito”.

Uno Stato di Israele, da sempre celebrato come l’unica democrazia nell’area mediorientale, verso la deriva dell’autocrazia a causa di un governo “criminale”: questo il punto centrale dell’intervento di Pina Picierno che ha sottolineato anche la cessione, in qualche modo, di responsabilità, o comunque la presa di responsabilità tardiva dell’Europa; evidenziando anche, però, due elementi nuovi nell’attuale drammatica vicenda cui stiamo assistendo: la “violenza tribale” (così la definisce Picierno) del 7 Ottobre, una violenza sconosciuta e incommensurabile, e l’incapacità di Israele di difendere i propri cittadini.

Ma non solo.
La polarizzazione del dibattito, dice Picierno, ha svuotato di umanità la discussione e ha portato a confondere i piani: l’esempio è la valanga di insulti ricevuti nel momento in cui la vicepresidente fa gli auguri a tutte le Comunità per il Capodanno ebraico. L’incapacità di distinguere il piano di una festività religiosa che coinvolge cittadini di tutto il mondo, e le azioni di un governo pro tempore, è uno degli aspetti più preoccupanti dell’attuale situazione.

A seguire Emanuele Fiano ha ricordato che “quello che si sta consumando a Gaza è un dramma così rilevante che per forza produce una reazione forte, dura, nell’opinione pubblica, che può essere in alcuni momenti squilibrata. È comprensibile, è legittimo. Ma io credo che vada in ogni caso fatta una battaglia contro la semplificazione, una semplificazione di vecchia data: quella secondo cui in Medio Oriente si scontrano un soggetto più debole e quindi dalla parte della ragione, e un soggetto più forte quindi dalla parte del torto. La verità è che in quell’area non si scontrano un torto e una ragione, ma due ragioni”. Fiano ha poi aggiunto che “questo non significa smettere di criticare il governo israeliano: a mio parere a Gaza sono stati commessi dei crimini contro l’umanità. Manca però, a sinistra, l’analisi, l’analisi della società per cui la Sinistra nasce, non per accontentarsi e conservare gli strumenti dati”…“anche le parole fin qui utilizzate non bastano, non mi bastano più: antisemitismo, antisionismo? Quale definizione diamo quando un negozio espone un cartello che dice: qui non entrano i cittadini israeliani? Antisraelianismo? C’è un collegamento tra la mancanza di analisi e la spinta alla discriminazione, all’antisemitismo”.

Infine, le proposte: da Emanuele Fiano (e da alcuni interventi tra il pubblico) l’idea di un rapporto stretto con la sinistra israeliana e la realizzazione di una Conferenza di Pace, come quella di tanti anni fa per il Libano da cui nacque la missione Unifil 2. Ma anche, una proposta che SxI-2p2s porta avanti da tempo, la necessità di chiedere una interlocuzione con ciascun partito dell’opposizione in Italia, affinché il confronto, le azioni, le iniziative per il Medio Oriente, a favore di Gaza e del riconoscimento dello Stato di Palestina e della tutela dell’esistenza di Israele, siano basate appunto sull’analisi e non sul tifo.

 

Riassumere tutti i contenuti dell’incontro, profondi, densi di partecipazione e significato, non è semplice: è il senso della preoccupazione, dell’ansia, del dolore anche che caratterizza i fatti di queste settimane, ma anche l’esigenza del dialogo, dell’approfondimento. Ciò che Sinistra per Israele-Due Popoli due Stati ha provato a fare anche in questa occasione.

 

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