Nota SxI – La migliore garanzia per la sicurezza di un Paese è la politica, non la guerra; la mediazione, non la violenza.

2026 03 19 Stretto Hormuz

Mercoledì 18 marzo 2026
– Nota stampa di Sinistra per Israele-Due Popoli Due Stati

🌹Sinistra per Israele-Due Popoli Due Stati sulla guerra in Medio Oriente

 

Per Sinistra per Israele – Due popoli due Stati, la migliore garanzia per la sicurezza di un Paese è la politica, non la guerra; la mediazione, non la violenza.

Lo abbiamo affermato di fronte agli esiti drammatici della guerra del 7 Ottobre e di Gaza e lo ribadiamo oggi davanti all’escalation che coinvolge Stati Uniti, Israele, Iran, Libano e Paesi del Golfo, senza mai dimenticare il diritto all’autodifesa di ogni Stato.

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Da decenni, il regime degli ayatollah – liberticida, aggressivo e super-armato – alimenta una strategia di accerchiamento attraverso i suoi proxy (in Libano, Iraq, Siria, Yemen, Gaza) e pone apertamente la distruzione di Israele come proprio obiettivo storico.

Sarebbe ipocrita fingere che questa minaccia non esista.

Non abbiamo mai rimosso, né rimuoviamo oggi, il pericolo reale che l’Iran rappresenta per Israele e per i suoi cittadini.

La nostra solidarietà va al popolo iraniano che da decenni è ostaggio di un regime che ha assassinato migliaia di dissidenti, rese invisibili milioni di donne, torturato e impiccato oppositori represso ogni diritto civile.

Proprio per questo avvertiamo che la liberazione di un popolo non possa avvenire senza una prospettiva politica dell’azione militare avviata in questi giorni da Israele e dagli Stati Uniti.

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Avviato in nome del diritto all’autodifesa, questo intervento militare rischia trasformarsi in una nuova spirale di devastazione, vittime civili e instabilità regionale.

Inoltre, il diritto all’autodifesa sancito dalla Carta dell’ONU non è un diritto senza misura.

Purtroppo, oggi l’ONU e le istituzioni internazionali hanno di fatto perduto credibilità, sia per propria grave responsabilità, sia per l’azione di delegittimazione portato avanti da diverse potenze e attori internazionali.

Ciò non deve condurre a posizioni rinunciatarie circa il ruolo delle organizzazioni internazionali: al contrario, esse vanno riformate affinché sia riaffermata la loro funzione di governo e mediazione dei conflitti

Esiste oggi un vuoto politico internazionale sotto gli occhi di tutti, un vuoto che non può essere accettato e che la politica deve colmare.

Da questo vuoto non si esce con l’arbitrio delle potenze né con slogan ideologici.

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Come insegna anche la vicenda ucraina, l’uso della forza è necessaria per difendere stati e popolazioni e per fermare o disarmare una potenza come la Russia che ha invaso uno Stato sovrano, ma non può, di per sé, costruire una soluzione di pace con le controparti in causa.

L’attuale escalation militare, che sembra priva di una chiara prospettiva politica, rischia di allargare ulteriormente il conflitto nella regione e non sembra offrire una soluzione definitiva alla minaccia che il regime iraniano rappresenta per Israele e per il mondo.

Occorrono il ritorno della politica e di una iniziativa diplomatica credibile per la sicurezza e la libertà dei popoli della regione: israeliani, palestinesi, libanesi, iraniani e arabi.

Cancellare il diritto di uno solo di questi popoli significa mettere a rischio anche gli altri.

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Anche per questo riteniamo che una possibile soluzione globale del conflitto mediorientale non possa eludere il nodo israelo-palestinese, la cui unica soluzione realistica continua a essere quella di “due popoli, due Stati”, nella reciproca sicurezza e dignità.

Pertanto, nella piena tutela della sicurezza dello Stato d’Israele, ribadiamo la necessità della fine dell’occupazione dei territori palestinesi, della fine immediata delle violenze dei coloni e dell’espulsione della popolazione palestinese e del contestuale avvio di una iniziativa politica internazionale che renda finalmente possibile una soluzione globale del conflitto mediorientale, che veda coinvolti tutti i Paesi della regione.

Non ci sono scorciatoie per la pace: c’è solo la strada dell’accordo internazionale.

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Sinistra per Israele – Due Popoli, Due Stati