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Martedì 26 maggio 2026
– Nota stampa di Sinistra per Israele-Due Popoli Due Stati
🌹Sinistra per Israele-Due Popoli Due Stati: il RomaPride sale sul carro dell’esclusione
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Il comitato organizzatore del RomaPride ha comunicato che le associazioni Keshet Italia e Europe non potranno sfilare con un loro carro, come è avvenuto l’anno scorso, al Pride del 20 giugno.
La motivazione, sostanzialmente è lapidaria: siccome le associazioni ebraiche lgbtqi+ non sostengono l’accusa di genocidio nei confronti di Israele, a differenza del documento di convocazione della manifestazione, non potranno sfilare sui carri riservati a chi condivide la piattaforma capitolina.
L’anno scorso nel documento del RomaPride si leggevano parole equilibrate e condivisibili contro il pogrom del 7 Ottobre 2023, di condanna dei massacri e distruzioni perpetrati dal governo israeliano a Gaza, si rammentava come l’unica soluzione di pace fosse la convivenza di due popoli e due Stati.
Il cambiamento di rotta, stupefacente ma non inaspettato, trasforma il comitato RomaPride in un tribunale del popolo, anche in assenza di pronunciamenti da parte delle competenti Corti internazionali (sollecitate, ma che non hanno emesso ad oggi alcuna sentenza).
Si possono mettere all’indice le associazioni lgbt ebraiche italiane, e solo quelle ebraiche, per le colpe di un governo straniero?
E si possono ignorare associazioni lgbt israeliane che sono da anni impegnate all’opposizione del governo reazionario e razzista israeliano, che hanno organizzato oceaniche manifestazioni per il rilascio degli ostaggi, per la fine del conflitto, affinché si avvii un dialogo tra le parti e che sono in prima linea nel sostegno dei palestinesi LGBT, essere trattati come corresponsabili dei crimini del governo e dei suoi tremendi ministri?
Solo una visione distorta, impregnata non di pace ma di violenza, che alimenta odio ed esclusione, può far da megafono ai peggiori istinti antisemiti e antisraeliani che troppe volte hanno attraversato alcune manifestazioni delle sinistre italiane.
Colpisce che nel documento del RomaPride non si spenda nemmeno una parola contro Hamas, organizzazione terrorista che negli ultimi decenni ha ucciso e incarcerato migliaia di cittadini palestinesi, tra cui molte persone lgbtqi+, tremendo destino questo condiviso in Iran, Afghanistan, Yemen, Sudan, ecc.
Ma anzi ci si schieri con una presunta “resistenza palestinese” non meglio specificata che ci auguriamo non sia un riferimento ad Hamas e agli atti barbari compiuti il 7 Ottobre, atti che nulla hanno a che vedere con la Resistenza Italiana alla quale viene paragonata.
Può il movimento dei diritti civili, della pace, della non violenza, abdicare al suo compito di essere inclusivo nei confronti delle minoranze, qualunque sia il la loro etnia e il loro credo, e a quello di promuovere riflessioni e confronti, per esempio tra chi in Israele e Palestina, continua a costruire la possibilità di convivenza e prospettive di dialogo?
Come Sinistra per Israele – Due Popoli, Due Stati, auspichiamo un ripensamento da parte del comitato organizzatore del RomaPride, e la promozione prima del 20 giugno di momenti di confronto per valorizzare le speranze di pace che possano respingere l’avversione preconcetta.
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Sinistra per Israele – Due Popoli, Due Stati

