Gli unici a farlo: in missione in Israele e Palestina a sostegno di chi lavora per la convivenza

2026 09 14 viaggio E1

dalla Newsletter n°28 – Settembre 2026
– Marco Pierini

Dal 14 al 18 settembre la nostra associazione si è recata in Israele e in Palestina per sostenere l’opposizione israeliana, conoscere e valorizzare il prezioso lavoro delle organizzazioni non governative impegnate nel campo della pace e del rispetto dei diritti umani, rafforzare i legami con l’ANP.

L’opposizione israeliana

Il viaggio è cominciato con un incontro che ha visto, tra gli altri, un colloquio denso di contenuti con Yair Golan, segretario dei Democratici, partito nato dalla fusione di Labour e Meretz e della cui rete internazionale fa parte anche la nostra associazione. I democratici si apprestano a diventare interlocutore importantissimo nella prossima Knesset (i sondaggi danno 11-13 seggi su 120) e sono impegnati in una campagna elettorale senza quartiere.

.

2026 09 14 viaggio A2Golan ci ha illustrato la sua visione di Israele: sicuro, fedele ai principi democratici della Dichiarazione d’indipendenza, determinato a contrastare gli estremisti religiosi e a ricercare la pace con tutti i suoi vicini, a iniziare dal Libano e la Siria. Abbiamo affrontato -anche con il contributo di Jonathan Cummings, consigliere diplomatico di Golan- il tema del rapporto coi palestinesi:

  • pugno di ferro contro le violenze in Cisgiordania
  • collaborazione con l’ANP
  • costruzione di un’alternativa a Hamas a Gaza

Questi i tre punti principali del programma di Golan che non teme di indicare la soluzione dei “due Stati per due popoli” come l’orizzonte politico da perseguire, per quanto lontano.

.

2026 09 14 viaggio B1È stato emozionante confrontarsi anche con Ehud Olmert, ex primo ministro.

Nel 2008 fu lui a proporre ad Abu Mazen la nascita di uno Stato palestinese; quella proposta non fu accettata, come è noto, eppure Olmert è tutt’oggi impegnato a sostenere l’opposizione, a contestare le politiche del governo in Cisgiordania e a parlare ai partner internazionali della sua idea per dividere la terra e trovare un accordo.

Il suo messaggio è stato duplice: esiste una società civile robusta, che continua a battersi in un modo che è di gran lunga superiore a quanto accade in molti paesi democratici, ma Israele, allo stesso tempo, deve avere il coraggio di cambiare.

Con Yair Zivan, consigliere diplomatico di Yair Lapid, che in questa legislatura ha guidato l’opposizione, abbiamo parlato dei rischi regionali affrontati dal Paese, a cominciare dagli attacchi di Hamas, Hezbollah e Iran, e dell’importanza del voto: dalla laicità dello Stato alla necessità di riportare la diplomazia al centro della strategia del governo, come strumento per trasformare in accordi i risultati dell’utilizzo del dispositivo militare.

Per Zivan, questo è il governo peggiore nella storia del Paese e ogni sforzo deve essere orientato a mandarlo a casa. In questo senso, il fatto che centristi e sinistra, pur con sensibilità diverse, convergano su alcuni obiettivi comuni è significativo, soprattutto in un sistema politico estremamente frammentato.

 .

La società civile: chi tiene in vita il dialogo

Accanto alla politica, abbiamo incontrato delle organizzazioni non governative impegnate per la pace, contro l’occupazione, per i diritti umani e per la riconciliazione tra israeliani e palestinesi, dalla Protective Presence in Cisgiordania, che cerca di proteggere i civili palestinesi dalle violenze dei coloni estremisti, fino al lavoro per la soluzione dei due Stati, abbiamo discusso di come sia possibile sostenere concretamente chi continua a costruire percorsi di pace.

2026 09 14 viaggio D1

Tra gli interlocutori con cui abbiamo dialogato

  • Maoz Inon, uno dei leader del campo per la pace
  • Alliance for Middle East Peace, organizzazione ombrello che rappresenta oltre 200 ONG
  • Rabbis for Human Rights, un’organizzazione di rabbini israeliani impegnati in progetti a tutela dei palestinesi della Cisgiordania
  • Breaking The Silence, storica ONG impegnata nella difesa dei diritti umani che raccoglie testimonianze tra i militari
  • Yehuda Beinin, che attraverso Parents’ Circle porta avanti il suo impegno per la pace dopo aver visto sua figlia rapita dai terroristi di Hamas il 7 Ottobre
  • Ilan Baruch e Susie Becher del Policy Working Group, gruppo impegnato nell’attivismo per la pace
  • Rina Naor, direttrice del Women’s Center of Hope che segue donne palestinesi all’interno della Striscia di Gaza.
2026 09 14 viaggio E1
Peres Center for Peace & Innovation,

Una menzione particolare è doverosa per il Peres Center for Peace & Innovation, che abbiamo visitato e in cui abbiamo potuto dialogare con l’amica Manuela Dviri e Tsvia Walden Peres, figlia di Shimon Peres.

Il centro porta avanti progetti di cui in Italia si sa pochissimo: da Saving Children, che garantisce assistenza sanitaria ai bambini palestinesi, alla cooperazione medica e alla formazione per i medici palestinesi grazie agli ospedali israeliani.

È la visione di Shimon Peres: un Medio Oriente in cui l’innovazione costruisce ponti e in cui Israele e Palestina possano vivere fianco a fianco, in sicurezza. Sembra un sogno troppo grande, ma, come diceva Peres stesso e come ci ricordano le scritte all’interno del centro: ”there’s no room for small dreams”.

Gli incontri “italiani”

Tra gli incontri, a Tel Aviv e Gerusalemme, abbiamo avuto anche l’onore di dialogare con l’ambasciatore Luca Ferrari e con il console generale Domenico Bellato.

Ci hanno permesso di ragionare sulla situazione regionale e interna a Israele, sulle sfide, sulle difficoltà e sulle opportunità che riguardano il campo palestinese, dall’assistenza umanitaria a Gaza fino al rapporto con l’Autorità Nazionale Palestinese.

In entrambi i casi, abbiamo potuto apprezzare la straordinaria professionalità del corpo diplomatico italiano che dà lustro al nostro Paese.

A Gerusalemme, al Tempio italiano, c’è stato poi un incontro di ascolto con gli ebrei israeliani di origine italiana. È stata una discussione ricca, a tutto tondo, grazie alla disponibilità del presidente della comunità Vito Anav: si è parlato della crescita dell’antisemitismo, della deriva che una parte della sinistra ha preso sui temi del rapporto col mondo ebraico e con lo Stato d’Israele, delle sfide che il paese sta affrontando in campagna elettorale e delle divisioni interne, che esistono, sulla direzione che il paese deve prendere.

.

Gerusalemme-Ramallah e indietro

L’altra parte del viaggio ci ha portato in Cisgiordania, a Ramallah.

2026 09 14 viaggio F1
Ahmad Abu Hashish, Segretario Generale del Consiglio Legislativo Palestinese e Azzam Alahmad, Se-gretario Generale del Comitato Esecutivo dell’Olp

Abbiamo incontrato Ahmad Abu Hashish, Segretario Generale del Consiglio Legislativo Palestinese e Azzam Alahmad, Segretario Generale del Comitato Esecutivo dell’Olp.

Abbiamo discusso dei temi più caldi: la necessità del disarmo delle organizzazioni terroristiche sostenute dall’Iran, le future elezioni palestinesi, le insostenibili limitazioni alla libertà di movimento dovute al moltiplicarsi dei posti di blocco, la violenza crescente dei coloni estremisti e l’espansione degli outpost illegali, ma anche il trattenimento delle entrate dell’ANP da parte del governo israeliano, che sta indebolendo fortemente la governance palestinese nei territori occupati.

Particolarmente prezioso, inoltre, è stato l’incontro con il Businesswomen Forum: imprenditrici palestinesi che lavorano e fanno impresa in mezzo a enormi difficoltà. Il loro messaggio è stato chiarissimo: “non siamo vittime, siamo imprenditrici e vogliamo opportunità economiche, scambi commerciali e la possibilità di aprirci a nuovi mercati”.

È stato particolarmente impressionante incontrare uno spaccato di società palestinese spesso sconosciuto, un embrione di borghesia che rappresenta una parte necessaria di qualsiasi processo di state building e che ha grande interesse a sviluppare relazioni economiche e commerciali con l’Europa.

2026 09 14 viaggio F3

Certo, non ci siamo nascosti le difficoltà di questo momento – a cominciare da quanto sia percepita come problematica la normalizzazione dei rapporti con gli israeliani in una fase incandescente, acuita dalla devastante guerra di Gaza. Abbiamo tuttavia apprezzato l’enorme determinazione, le capacità e lo spirito con cui queste imprenditrici interpretano il proprio ruolo e si impegnano quotidianamente per la crescita della propria società.

La giornata finale si è chiusa al Patriarcato Latino di Gerusalemme, con Monsignor Shomali, Vicario del Patriarca, per parlare della presenza cristiana in Israele e in Palestina e delle prospettive di pace. Una conversazione franca, approfondita, in un dialogo che speriamo possa aprire ad altre occasioni di conoscenza.

Cosa resta

Più di ogni altra cosa, di questo viaggio restano le relazioni costruite attraverso diversità di vedute, nuovi spunti di convergenza, approfondimento dei bisogni e della visione dell’altro. Restano soprattutto alla luce di una consapevolezza: oltre a noi non c’è altra organizzazione in Italia che, dopo il 7 Ottobre, ha speso il proprio capitale politico e la propria energia per costruire ponti e occasioni di dialogo con israeliani e palestinesi che possono rappresentare un’alternativa all’attuale stato delle cose.

Il 27 ottobre gli israeliani voteranno, a fine novembre è previsto – anche se molti temono che sarà cancellato – il voto dei palestinesi. Le sfide e le incognite sono moltissime, e non si possono escludere risultati incerti o scenari in bianco e nero. Era tuttavia doveroso esserci, e possiamo già dire che questa è la prima di una serie di viaggi che continueremo a organizzare per stimolare conoscenza, relazioni e partnership tra la sinistra italiana e i nostri interlocutori israeliani a palestinesi.

Israele e la Palestina sono come la Gerusalemme di Yehuda Amichai: una “giostra che gira” da cui sembra impossibile scendere, pur volendo, e su cui siamo continuamente spinti a salire.

L’unica cosa che possiamo garantire, ai nostri associati e a chi ci segue, è che continueremo su questa strada di dialogo e di educazione alla complessità, unici antidoti contro il fanatismo.