Letture & Riletture – luglio 2025

dalla Newsletter n°14 – Luglio 2025

Saul Meghnagi

 

La rubrica si propone di presentare idee, suggestioni, indicazioni utili al dibattito in corso sul conflitto in Medio Oriente e all’analisi che guida l’azione di Sinistra per Israele.

Intende farlo utilizzando pubblicazioni recenti e meno recenti, per porre domande su problemi complessi.

Non si tratterà quindi di recensioni, pur suggerendo letture ritenute importanti.

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L’ultimo libro di Yascha Mounk, La trappola identitaria (Feltrinelli, Milano, 2024, ed or. 2023), prosegue l’esame avviato su un processo culturale che pone al centro dell’analisi sociale le varie diversità – di genere, di religione, di orientamento sessuale, di colore della pelle o altro – arrivando a quella che viene chiamata “la sintesi identitaria”.

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“…I sostenitori della sintesi identitaria – scrive Mounk – rigettano valori universali e regole neutre come la libertà di parola e le pari opportunità, considerandoli come semplici distrazioni che mirano a nascondere e perpetuare l’emarginazione delle minoranze. Secondo loro, tentare di progredire verso una società più giusta raddoppiando gli sforzi per tenere fede a tali ideali è solo una perdita di tempo. Per questo puntano sulle varie forme di identità di gruppo, insistendo per metterle al centro sia della nostra visione del mondo sia della nostra percezione di come bisognerebbe agire al suo interno” (ibid. p. 19).

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Da ciò, il rifiuto di ogni visione universalistica e la presunzione di riconoscere che possiamo capire il mondo solo osservandolo – innanzitutto e principalmente – attraverso il prisma di categorie identitarie e della lente del potere di cui gode ciascuno in base ai rispettivi gruppi identitari di appartenenza. Tale approccio, tipico del populismo di destra – oggetto da lungo tempo degli studi dell’autore – trasforma una corretta coscienza dell’esistenza di molte disuguaglianze, in una separazione tra culture e gruppi rinunciando alla ricerca di valori comuni come condizione per una convivenza civile e democratica.

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È questo l’epilogo di un ragionamento avviato dallo studioso solo qualche anno fa con un suo precedente libro (Il grande esperimento, Feltrinelli, Milano, 2022) con cui pone, già nel sottotitolo, una domanda di cogente attualità: “Etnie e religioni minacciano la democrazia?”.

Questo precedente lavoro parte dalla constatazione che mai, nella storia, una democrazia sia riuscita a essere inclusiva delle diversità, garantendo gli stessi diritti a membri di gruppi etnici, religiosi, culturali differenti. Questo è l’esperimento che si pone per i futuro – data anche la mobilità geografica di ampie fasce di popolazione – ai fini di una inedita forma di democrazia inclusiva che comporta impegno, costi, analisi, compromessi necessari a soddisfare esigenze che possono confliggere e tra le quali bisognerà trovare un equilibrio.

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In Italia, l’ultimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2024 (Censis, Roma, 2025) documenta come sia cresciuta la presenza nel Paese di stranieri extracomunitari, come, in alcune aree, la presenza, nella scuola dell’obbligo di figli di almeno un genitore straniero raggiunga un terzo circa degli allievi, come si ponga con urgenza la necessità di ragionare su come operare per il rispetto delle regole democratiche da parte degli attuali e dei futuri cittadini.

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Il problema si pone anche in relazione con il conflitto mediorientale che ha dato vita a un dibattito nel quale emergono tratti di razzismo, antisemitismo e intolleranza, in una confusione di linguaggi, di uso distorto di termini quali apartheid o genocidio, di reinterpretazione politicamente viziata della storia, remota e recente, di appello alla religione e alle appartenenze identitarie come chiave di lettura della realtà. Su questi temi è importante sviluppare un’analisi dedicata.

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L’esperimento prefigurato da Mounk è in corso e la “trappola identitaria” da lui indicata appare come una minaccia. L’analisi politica deve per questo riprendere i temi – egregiamente fissati dalla nostra Costituzione – sulla lotta alla disuguaglianza e al rispetto delle diversità nel quadro di una democrazia laica. Tale ultimo tema appare anche per questo una chiave concettuale per un confronto serio sul nostro futuro nel nostro e in molti altri paesi.