dalla Newsletter n°18 – Novembre 2025
Samuele Vianello
4 novembre 2025: la violenza è stata messa a tacere dalla parola, la propaganda è stata sconfitta dall’ostinata ricerca della verità.
Nella prestigiosa sala Marina Berengo che si affaccia sul Canal Grande Emanuele Fiano ha potuto concludere la conferenza del 27 ottobre interrotta dagli allievi di cattivi maestri.
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Simone Rizzo, giovane senatore accademico di Ca’ Foscari e presidente dell’associazione universitaria FUTURA, ha salutato l’iniziativa della Rettrice Tiziana Lippiello con le seguenti parole: “Chi studia a Ca’ Foscari crede nella libertà di parola, nel rispetto della diversità e nel dialogo come strumenti fondamentali di crescita e di democrazia.
Chi studia a Ca’ Foscari ripudia la violenza, anche verbale, e il tentativo di prevaricazione per cui la libertà di qualcuno si esprime nel reprimere quella dell’altro.
Chi studia a Ca’ Foscari invita l’onorevole Fiano a parlare non come rappresentante di una delle due parti in conflitto, come se in quanto ebreo sia in qualche modo rappresentante di Israele o responsabile delle azioni del suo governo, ma perché la sua storia, il suo impegno civile e politico, la sua interpretazione storica e geopolitica dei fatti in corso sono, a nostro opinabile giudizio, un contributo prezioso per la nostra comunità.
Non necessariamente perché se ne sottoscriva ogni passaggio, ma perché contributo che rifiuta classificazioni e semplificazioni pericolose, che ci ricorda di una realtà più densa di qualsiasi concetto, che respinge una logica dualistica utile nei comizi meno alla pace, che non scorda il valore della giustizia, e allo stesso tempo ci invita al confronto con la contraddizione, la complessità, la sfumatura, in cui giusto e sbagliato non si distinguono con la lente dell’ideologia, ma sfuggono alla rigidità delle categorie che, per comodità o pigrizia, vorremmo imporre al pensiero, agli eventi, alla Storia.”
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Fiano ha concluso la conferenza in presenza della ministra Anna Maria Bernini, della capogruppo alla Camera del Partito Democratico Chiara Braga, del Senatore Andrea Martella, dell’assessore del Comune di Venezia Simone Venturini, di Rav Alberto Sermoneta e del professore Dario Calimani.
Le università devono tornare ad essere luoghi di dibattito democratico e di tolleranza, di apprendimento laico e di cultura che respinga qualsiasi dogmatismo.
Per oltre due anni abbiamo assistito a violente interruzioni, aggressioni verbali e fisiche, spesso impunite, con il pretesto dell’antisionismo, nuova metastasi dell’antisemitismo.
Non si è trattato infatti di contestazioni ma di vere e proprie forme di violenza politica, cieca dinanzi ai fatti e sorda alle argomentazioni.
Abbiamo potuto dunque ribadire che non esiste soluzione per la causa palestinese che non passi attraverso la sicurezza di Israele, che il pogrom del 7 Ottobre non è stato un atto di resistenza ma un vile crimine contro l’umanità, e che si può, e si deve, criticare legittimamente Netanyahu senza scadere in retoriche mistificanti.
Ovvietà forse, ma non purtroppo in un contesto universitario dove, a titolo d’esempio, il boicottaggio accademico è diventata prassi consolidata e forse ingiustificata.
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Gli studenti (e presunti tali) che hanno interrotto Fiano dovrebbero imparare dai loro colleghi israeliani, da coloro i quali hanno animato la contestazione a Tel Aviv, Haifa e nei kibbutzim, e non pretendere da Israele cose che non pretendono neanche per sé stessi – è infatti una forma di antisemitismo quella dei “doppi standard”.
Abbiamo ribadito l’ovvio, l’abbiamo fatto a Ca’ Foscari e continueremo a farlo, perché la Pace deve essere costruita da chi ha il coraggio del contraddittorio.
Scrivo da Gerusalemme, dove la convivenza è tangibile: d’altronde non sarebbe la Città della Pace.
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