dalla Newsletter n°19 – Dicembre 2025
Emanuele Fiano
Care amiche e cari amici,
compagne e compagni,
in un tempo in cui il dibattito pubblico sembra rinunciare alla complessità, noi di “Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati” continuiamo a pensare che la pace non sia uno slogan, ma un lavoro paziente, quotidiano, fatto di idee, studio, relazioni, presenza politica. È con questo spirito che vi scriviamo: per chiedervi un sostegno rinnovato e un impegno più largo, perché il 2026 sarà un anno decisivo.
“Dal 7 ottobre alla pace”: un’eredità da non disperdere
Il nostro percorso si è nutrito anche delle parole del manifesto “Dal 7 ottobre alla pace”, firmato da quasi 2000 personalità politiche, culturali, accademiche e della società civile. Un testo che ricorda che “non esistono scorciatoie militari alla pace” e che solo il riconoscimento reciproco, “dell’esistenza e della dignità di entrambi i popoli”, può aprire una prospettiva di futuro.
Quel manifesto ha indicato una strada chiara: rifiutare ogni estremismo, opporsi alla cultura della demonizzazione, sostenere con la stessa determinazione il diritto all’esistenza e alla sicurezza di Israele e il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato pienamente sovrano. Non parole astratte, ma impegni concreti.
Un ruolo politico conquistato sul campo.
Dall’ultimo Congresso di febbraio 2025, “Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati” ha saputo costruire un profilo politico di primo livello. Con iniziative pubbliche, conferenze, dossier, prese di posizione e interventi sulla stampa, con relazioni continue con il Partito dei Democratici in Israele, con le associazioni di cooperazione tra israeliani e palestinesi, con i protagonisti sul campo che ancora nutrono la speranza della pace, siamo riusciti spesso da soli a supplire ai silenzi e alle esitazioni dei partiti, restituendo alla sinistra italiana una voce limpida, informata e coraggiosa su una delle questioni più delicate della scena internazionale.
Abbiamo riportato al centro della discussione ciò che altri lasciavano ai margini: l’analisi delle politiche israeliane ed europee, il destino della sinistra israeliana, il futuro dell’Autorità Palestinese, il ruolo del diritto internazionale, la tutela dei civili in tempo di guerra.
Una presenza che molti, anche oltre i nostri confini, hanno riconosciuto come indispensabile.
Mettere attorno a un tavolo israeliani e palestinesi: l’impossibile che diventa possibile
In un anno segnato da tensioni, violenze, incomprensioni, pochi come noi hanno saputo promuovere incontri pubblici tra israeliani e palestinesi, dando voce a chi lavora ogni giorno per tenere aperta la possibilità di una soluzione politica.
Abbiamo mostrato – con i fatti – che esiste ancora un mondo che non si arrende, che continua a credere che la coesistenza non sia un’illusione ma un progetto che può essere coltivato. Che lo spazio del dialogo non è morto, ma ha bisogno di essere difeso, sostenuto e ampliato.
Una comunità che cresce: la newsletter e la nostra rivista.
Oggi più di 4 mila persone seguono la nostra newsletter: una comunità larga, competente, curiosa, che ogni mese riceve una vera e propria rivista di valore scientifico e culturale. Un luogo dove trovano spazio analisi, testimonianze, ricerche, riflessioni che difficilmente la stampa periodica italiana offre.
Raccontiamo storie, esperienze, idee che altrimenti non circolerebbero: la vita nei kibbutzim progressisti, la crisi della sinistra israeliana, il grande dissenso verso le inaccettabili politiche di Netanyahu, le reti palestinesi impegnate sul terreno sociale e civile, il lavoro delle ONG di pace, gli studi degli accademici italiani e internazionali. Questo patrimonio cresce solo se cresce la nostra comunità.
Un momento delicatissimo: un argine necessario
In una fase storica in cui assistiamo a un preoccupante rigurgito di antisemitismo, la nostra presenza è ancora più indispensabile: come argine culturale e civile, come punto di equilibrio nel dibattito pubblico, come voce capace di difendere con serietà e lucidità sia il diritto all’esistenza e alla sicurezza di Israele sia la prospettiva della nascita di uno Stato palestinese.
Un equilibrio che oggi è raro, e proprio per questo ancora più prezioso.
Perché serve il tuo sostegno ora
Tutto questo – l’elaborazione culturale, il lavoro politico, la capacità di incidere nel dibattito nazionale – è stato possibile grazie all’impegno volontario di tante e tanti di voi. Ma se vogliamo programmare nuove iniziative per il 2026, all’altezza di quelle che quest’anno hanno davvero fatto la differenza, abbiamo bisogno di una partecipazione più forte.
Abbiamo bisogno di voi
Un appello: rinnova o aderisci ora per il 2026
Vi chiediamo – con franchezza e con la passione che ci contraddistingue – di aderire a “Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati” o di rinnovare la vostra iscrizione.
Far parte dell’associazione significa sostenere un progetto politico serio, pulito, informato. Significa partecipare a un lavoro collettivo che oggi più che mai è necessario. Significa non lasciare soli i costruttori di pace, e non lasciare la discussione pubblica in mano alle semplificazioni, agli estremismi, ai professionisti dell’odio.
Il 2026 può essere l’anno in cui allarghiamo ancora di più lo spazio del dialogo e della democrazia. Ma lo può essere solo con il vostro aiuto.
Rinnovate, aderite, partecipate.
Perché la pace non arriva da sola.
La si costruisce insieme.

Per aderire,
rinnovare la propria adesione o
fare una donazione
a sostegno delle iniziative di
Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati
cliccare qui o andare alla pagina
https://www.sinistraperisraele.com/registrazione/
compilare il modulo e fare il versamento online
altrimenti
è possibile fare un bonifico su IBAN
IT30R0321101600052530153070
Associazione La Sinistra per Israele
Banca Patrimoni Sella
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