Bologna – Presentazione di “Lo Stato degli ebrei” il libro che ha fondato un sogno

dalla Newsletter n°19 – Dicembre 2025
Anna Grattarola

Mercoledì 19 novembre 2025, al Museo Ebraico di Bologna, è stata presentata la nuova traduzione del libro “Lo stato degli ebrei” di Theodor Herzl.

L’iniziativa è stata introdotta dai saluti degli organizzatori, la Comunità Ebraica di Bologna, il Museo Ebraico di Bologna, l’Associazione Setteottobre, NES – Noi ebrei socialisti, Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati.

Anna Grattarola e Sergio Tagliacozzo hanno sottolineato che pur nell’autonomia delle rispettive linee di azione, gli organizzatori condividono l’obiettivo di contrastare pregiudizi, luoghi comuni, antisemitismo montante e antisionismo, quest’ultimo presentato oggi come una corrente di pensiero, come un’opinione come tante altre, ma che in realtà è una pratica di esclusione, un movimento discriminatore, intollerante, xenofobo, fanatico.

Hanno poi sottolineato che questo impegno va condotto non con la violenza, ma proponendo cultura, studio e conoscenza, e che la nuova traduzione del libro di Theodor Herzl è un passo importante in questa direzione.

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Quindi Daniele Scalise, traduttore del volume, ha spiegato la scelta del titolo “Lo stato degli ebrei”, più aderente alla versione tedesca, Der Juden Staat (e non judischer) segnalando poi che è così tradotto anche in Israele.

Ha quindi ricordato che Herzl parla di un popolo, quello ebraico, che ha bisogno di uno stato, in un libro che è un manifesto, in pochi anni diventato la base di movimenti politici e, dopo 50 anni, il fondamento di uno Stato, per mettere al sicuro il popolo ebraico.

Da giornalista, Herzl aveva seguito l’affare Dreyfus e atti antisemiti in Austria e in Germania e, da giornalista, usa un linguaggio piano e chiaro anche in questo libro che è il testo fondativo del sionismo politico.

Per Sofia Ventura, politologa e saggista, questo libro è un punto di partenza importante, in questo momento, per ricollocare storicamente l’esistenza dello Stato d’Israele, nella cultura occidentale rimosso dalla dimensione storica e situato in una dimensione metastorica insieme a bene e male e Israele è dalla parte del male e ha perso la dimensione storica in cui s’incontrano conflitti e scontri, come in tutti i processi di costruzione nazionale, si pensi in Italia al brigantaggio. La politologa ha poi fatto notare che attualmente qualcuno ritiene che lo Stato d’Israele non abbia diritto a esistere.

Il discorso storico-politico oggi è negato, trasfigurato in una sorta di riflessione morale sul conflitto tra bene e male; il confronto col nazismo è destoricizzato (quello che hanno subito gli ebrei lo rifanno ai palestinesi), per togliere dignità e umanità a Israele. Perché? Perché l’antisemitismo non è estirpato. Per non soccombere questo libro aiuta a riportare il discorso pubblico sulla realtà storica e politica.

Per il saggista Emanuele Ottolenghi “Lo stato degli ebrei” esprime un progetto lontanissimo dai libri utopici e non è un trattato filosofico: è un progetto politico, scritto con chiarezza, un piano con soluzioni concrete per risolvere i problemi di masse di popolazione odiate sia in Russia che in Francia. Il libro interpella le potenze occidentali proponendo di trasformare questo odio in virtù.

Nel contesto del Risorgimento alcuni popoli avevano un territorio ma non la sovranità, mentre gli ebrei, che sono un popolo, non avevano né territorio né sovranità. Herzl, estremamente pragmatico, accetterà qualunque territorio. “Lo stato degli ebrei” ha un impatto forte perché è il primo libro che offre una strada politica per risolvere un problema che tutti sentono. Offre soluzioni pratiche e pragmatiche.

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