dalla Newsletter n°19 – Dicembre 2025
Fernando Liuzzi
Nei giorni scorsi Giorgia Meloni, nella sua duplice veste di Capo del Governo e di leader di Partito, spiazzando molti, se non tutti, ha portato a segno una duplice iniziativa volta a raggiungere un triplice obiettivo, collocato, in parte, nel campo della politica estera e, in parte, nel campo della politica interna.
Stiamo parlando della densa giornata di venerdì 12 dicembre, ovvero del giorno in cui Meloni ha ricevuto a Roma, prima a Palazzo Chigi, e poi alla Festa di Atreju, il Presidente della Autorità Nazionale Palestinese, Mahmud Abbas.
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Cominciamo da questo secondo appuntamento, tenutosi nel pomeriggio ai giardini di Castel Sant’Angelo, ovvero nel luogo ini cui, quest’anno, si è svolta la festa di Atreju. Si è trattato di un incontro breve, che ha però consentito, sia a Giorgia Meloni che a Mahmud Abbas, di scambiarsi dei saluti vistosamente cordiali. Saluti che, da parte del Presidente palestinese, sono stati estesi all’intero gruppo dirigente di Fratelli d’Italia. Abbas ha così potuto mostrare il volto di un leader stimato e apprezzato all’estero, nonché di un dirigente politico che, pur a partire da una situazione drammatica, pronuncia parole ragionevoli e, allo stesso tempo, piene di dignità.
Quanto a Meloni, sono abbastanza evidenti i due scopi che ha perseguito con il suo invito.
In primo luogo, la leader di Fratelli d’Italia ha potuto mostrare, al caloroso pubblico di Atreju, il volto inedito di una dirigente politica che intrattiene rapporti cordiali non solo col Presidente degli Stati Uniti e con altri leaders occidentali, a partire dalla Presidente dell’Unione Europea, ma anche con dirigenti dell’area mediorientale la cui figura, in alcuni ambienti occidentali, è più controversa.
E questa immagine, stando almeno agli insistiti applausi ricevuti, sembra sia piaciuta molto ai giovani frequentatori di Atreju.
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Ma, con ogni probabilità, la parte più importante della visita romana di Mahmud Abbas è quella che si è svolta a Palazzo Chigi. È qui, infatti, che, nelle sue vesti di Presidente del Consiglio, Meloni aveva ricevuto Abbas prima dell’appuntamento a Castel Sant’Angelo.
Di questo incontro, assai più riservato, non si è saputo molto, ma tutto ci porta a ipotizzare che il vero scopo perseguito da Meloni con questo colloquio sia stato quello di stabilire un contatto diretto col leader palestinese.
Com’è noto, dopo l’elezione di Trump, la linea seguita da Meloni nel campo delle relazioni internazionali ha assunto, rapidamente, un’impostazione, per l’appunto, trumpiana. A ciò va aggiunto che, secondo una delle più recenti evoluzioni della linea politica perseguita da Trump per ciò che riguarda il Medio Oriente, l’Italia è uno dei Paesi occidentali che vanno coinvolti nell’invio di truppe specializzate che potrebbero essere particolarmente utili per svolgere compiti specifici nel dopo guerra di Gaza. Non dunque truppe combattenti ma, ad esempio, Genieri e Carabinieri che possano contribuire alla formazione delle future forze di Polizia palestinesi.
Ecco dunque che, se domani dovesse servire, il contatto diretto tra Meloni e Abbas è stato già stabilito.

