Valeria Fedeli: una donna libera e generosa

dalla Newsletter n°20 – Gennaio 2026
Piero Fassino

Rapita da un male feroce ci ha lasciato Valeria Fedeli.

È assai difficile dare adeguato conto della vita ricca e piena di Valeria e del suo multiforme, appassionato e generoso impegno di donna libera e coraggiosa.

Per molti anni dirigente nazionale della CGIL, segretaria generale del sindacato tessile e della federazione tessile europea, ispirava la sua militanza nel mondo del lavoro al criterio di “guardare alla tradizione per individuare dove e come introdurre l’innovazione”, offrendo così un forte e continuo contributo alla evoluzione culturale e contrattuale della Cgil, con piedi ben piantati nella storia del “suo” sindacato, ma con lo sguardo pronto a cogliere ogni sollecitazione di una società in cambiamento.

Con la stessa tensione innovativa ha vissuto la sua militanza nel PCI, partecipando con entusiasmo alla stagione berlingueriana e poi ad ogni passaggio del cammino evolutivo dal PCI al PDS e ai DS e aderendo con convinzione alla costruzione dell’Ulivo e del Partito Democratico. Profondamente convinta che compito della sinistra è trasformare le domande di giustizia e di tutela sociale in diritti, la sua azione fu sempre ispirata da un concreto riformismo e cultura di governo. E non a caso è stata definita una “rivoluzionaria riformista” apparente ossimoro che evidenzia in Lei il nesso forte tra la tensione al cambiamento e la concretezza dell’agire quotidiano

Consapevole di quanto il ruolo riconosciuto alle donne segni la qualità sociale e civile di una società, è stata promotrice di ogni battaglia per il diritto al lavoro delle donne, per la parità di genere e per la liberazione femminile. Tra le fondatrici del movimento “Se non ora quando” è stata la prima firmataria della legge contro il femminicidio.

Eletta al Senato nel 2018 e nel 2022 ne fu autorevole Vicepresidente vicario, profondendo in quel ruolo la sua profonda adesione ai valori della Costituzione, così come il suo convinto europeismo nella Commissione per le politiche europee.

Chiamata da Paolo Gentiloni a ricoprire l’incarico di Ministro della scuola, università e ricerca caratterizzò il suo mandato con provvedimenti volti a qualificare i percorsi formativi, nonché a promuovere il pluralismo educativo. Al centro della sua azione i giovani, a cui si dedicava con scrupolo e generosità, consapevole che il destino di una società è affidata alla capacità di promuovere in ogni generazione sapere e responsabilità. Un’attenzione che proseguì con determinazione instancabile anche dopo che aveva lasciato gli incarichi istituzionali.

Attenta per formazione e curiosità intellettuale a ogni evento internazionale, quando il 7 Ottobre Hamas consumò l’orribile massacro in terra di Israele, Valeria non esitò ad assumere posizioni nitide e a condurre fin da subito una polemica esplicita contro le manifestazioni di estremismo radicale e di antisionismo. Sottoscrisse il Manifesto per una pace giusta per due Popoli promosso da Sinistra di Israele a cui aderì, condividendo con noi scelte difficili, ma necessarie: lottare conto ogni fanatismo – di Hamas, come di Nethanyahu – contrastare le letture manichee e criminalizzanti della società israeliana, sostenere ogni iniziativa utile a realizzare una pace giusta e sicura per israeliani e palestinesi.

In ogni suo impegno Valeria è stata una donna libera: leale alle organizzazioni a cui apparteneva, ma mai conformista, ispirata invece sempre da disponibilità al confronto, spirito critico e ricerca della verità.

La sua limpida coerenza, la sua generosità, la sua libertà intellettuale, la sua passione civile resteranno per noi un’eredità preziosa che continuerà a ispirare il nostro lavoro.

Così vogliamo ricordare Valeria, portandola nei nostri cuori con immensa gratitudine per il tanto che ci ha dato.