Pacifisti veri

2026 04 30 Iran Porta San Paolo 3

dalla Newsletter n°23 – Aprile 2026
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Victor Magiar

Mentre chiudiamo il 23esimo numero della nostra newsletter, a Tel Aviv si svolge la terza edizione del People’s Peace Summit, il più grande raduno del movimento pacifista israeliano e palestinese.

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L’iniziativa è stata promossa da It’s Time, una coalizione di oltre 80 organizzazioni della società civile che da due anni lavora per porre fine al conflitto attraverso un accordo politico fondato sull’autodeterminazione di entrambi i popoli.

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2026 04 30 People's Peace Summit 2026 bUn’iniziativa importante (che raccontiamo in un successivo articolo) di cui nessuno in Italia se n’è curato, perché in Italia il pacifismo non esiste più: nell’indifferenza dei partiti e delle grandi associazioni nazionali.

In 30 mesi di guerra le poche iniziative con israeliani e palestinesi in Italia sono state organizzate solo da “Sinistra per Israele – Due Popoli Due Stati” e da poche altre associazioni minori.

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A quanto pare, la ricerca della pace nel nostro Paese non riscuote l’interesse dei partiti indifferenti a quanto succede nelle società israeliana e palestinese.

Ne parleremo con sei articoli 

  • Se il sangue genera solo sangue, perché queste famiglie in lutto del 7 Ottobre scelgono ancora la coesistenza? di Omer Sharvit
  • The Joint Israeli Palestinian Memorial Day, di Victor Magiar
  • People’s Peace Summit, di Francesco Barbetta
  • I drusi e Israele, mai così vicini, di Bruna Soravia
  • Medio Oriente. Pressione americana e longa manus saudita, di Janiki Cingoli
  • Negoziato e rispetto dei diritti unica via di uscita, di Piero Fassino

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2026 04 30 Iran Porta San Paolo 1A quanto pare, nel nostro Paese oggi i conflitti hanno una funzione politica diversa, come dimostrato il 25 Aprile scorso in diverse città con la cacciata dai cortei delle persone con portavano le bandiere ucraine, della resistenza iraniana, della Brigata Ebraica: ben accette invece le bandiere di Hamas, Hizbollah, Iran e di altre entità umanitarie mediorientali.

A Roma, nel luogo simbolo di Porta San Paolo, da un palchetto non tanto improvvisato e con apposte la bandiera iraniana e quella palestinese, una mattinata segnata da discorsi, tanto veementi quanto caricaturali, contro Israele, il sionismo, l’imperialismo, il colonialismo… e in favore de “l’Iran che resiste”.

 (vedere per credere:  https://www.facebook.com/reel/1164137695797746)

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In questo numero ragioneremo su cosa succede in Italia e sul 25 Aprile segnato dallo squadrismo dei soliti gruppi organizzati (altro che spontanei!), dalle stravaganti (se non oscene) dichiarazioni di rappresentanti di entità che dovrebbero essere democratiche e unitarie, dal gesto criminale di un giovane vulnerabile, e soprattutto dalla narrazione proposta dai media ormai in cerca solo di audience a basso costo.

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Lo facciamo con sei pezzi importanti:

  • Le forme dell’antisemitismo, conferenza col presidente CEI Matteo Zuppi, di Adam Smulevich
  • Una ferita aperta nella festa di tutti, comunicato della Federazione Italiana Associazioni Partigiane
  • Lo Shabbat e il prossimo 25 Aprile, riflessione di Rav Roberto Della Rocca
  • Il 25 Aprile deturpato, analisi di Aurelio Mancuso
  • Il gemellaggio Milano-Tel Aviv, di Marco Pierini
  • I silenzi del Pd: parla Fabiana Di Segni, di Arturo Belluardo

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