People’s Peace Summit

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dalla Newsletter n°23 – Aprile 2026
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Francesco Barbetta

BARBETTA FrancescoIl People’s Peace Summit di ieri, all’Expo di Tel Aviv, è stato il primo grande raduno del campo della pace in Israele dalla tregua con Iran e Libano.

L’evento è stato promosso da It’s Time, una coalizione di oltre 80 organizzazioni della società civile (arabe ed abraiche) che da due anni lavora per porre fine al conflitto attraverso un accordo politico fondato sull’autodeterminazione di entrambi i popoli.

(Video integrale, su youtube  o sul sito  https://www.timeisnow.co.il/english )

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Nel corso della giornata si sono svolti dibattiti, incontri e dialoghi tra membri della Knesset, diplomatici, attivisti per la pace e cittadini incentrati sulla domanda centrale se, dopo questi duri anni di guerra, la società israeliana sia pronta a tornare a parlare di una soluzione politica.

2026 04 30 People's Peace Summit 2026 eTra i partecipanti figurano politici come il leader dei sionisti socialisti dei Democratici Yair Golan, che ha inviato un video per l’evento, e altri parlamentari israeliani (ebrei e arabi) Gilad Kariv, Naama Lazimi, Ahmad Tibi e Ayman Odeh.

E poi ancora l’ambasciatrice canadese in Israele Leslie Scanlon, l’ambasciatore UE in Israele Michael Mann, il console generale di Francia Nicolas Kassianides, nonché figure della società civile come l’ex ostaggio Elizabeth Tsurkov, Ayala Metzger e Merav Svirsky, i cui familiari sono stati uccisi il 7 Ottobre.

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Durante la conferenza il deputato sionista socialista Gilad Kariv si è impegnato pubblicamente a costituire un fronte di lotta contro l’annessione e la violenza nei territori palestinesi, dichiarando che porterà al tavolo delle future trattative con le altre forze dell’opposizione richieste per annullare le misure di annessione, evacuare gli avamposti e rinnovare il dialogo con l’Autorità nazionale palestinese.

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La coalizione It’s Time ha dichiarato che sempre più israeliani comprendono che non esiste una soluzione militare al conflitto e che chi si rifiuta di parlare di soluzione politica sceglie di continuare la guerra mentre l’obiettivo della conferenza è riportare al centro del dibattito pubblico la possibilità di una via alternativa fatta di accordi, partnership e futuro comune.

È proprio nel contesto di questa conferenza che il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha annunciato, in un messaggio registrato e proiettato ai partecipanti, la convocazione di una conferenza di pace internazionale a Parigi il 12 giugno con rappresentanti della società civile israeliana e palestinese mentre la responsabile degli Esteri dell’Unione europea Kaja Kallas ha annunciato un sostegno aggiuntivo di 8 milioni di euro alle organizzazioni della società civile in Israele che si sommano ai 18 milioni di euro già stanziati nell’ultimo anno.

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