dalla Newsletter n°12 – Maggio 2025
Ludovica De Benedetti e Anna Segre
.
Fra marzo e aprile, la sezione di Sinistra per Israele di Torino e Piemonte ha promosso due importanti momenti di confronto, diversi nei contesti ma accomunati dallo spirito di dialogo e dall’impegno per una sinistra che sappia affrontare con equilibrio e coraggio i temi legati a Israele e all’antisemitismo.
.
Il primo incontro si è tenuto il 20 marzo presso il Centro Sociale della Comunità Ebraica di Torino e ha rappresentato un’occasione preziosa per far conoscere Sinistra per Israele ad una Comunità storica e profondamente radicata nel territorio e per rinsaldare i legami tra sinistra e mondo ebraico messi a dura prova dal forte aumento degli episodi di antisemitismo e da posizioni spesso poco chiare o molto sbilanciate riguardo al conflitto in corso in Medio Oriente.
La sinistra è sempre stata una componente forte e attiva dell’ebraismo torinese, ma dopo il 7 ottobre, a Torino come altrove, si è registrato da parte di molti un forte disagio, che forse ha determinato alcune assenze all’incontro del 20 marzo, tuttavia molto partecipato e intenso. Alcuni ebrei torinesi vorrebbero una Comunità che prendesse maggiormente le distanze dall’attuale governo israeliano.
Durante l’incontro, comunque, non sono state avanzate critiche alla linea di Sinistra per Israele, e in seguito abbiamo ricevuto riscontri molto incoraggianti, tra cui alcune persone che hanno manifestato la volontà di iscriversi; in particolare è stata apprezzata la puntuale analisi di Piero Fassino sull’attuale situazione mediorientale e sulle possibili strade per una cessazione del conflitto.
Si è discusso inoltre dei progetti a Torino e in Piemonte per i prossimi mesi e delle azioni da intraprendere, con una particolare attenzione al tema dei boicottaggi nell’ambito delle università.
.
Il secondo incontro si è svolto il 7 aprile con la segreteria regionale del Partito Democratico. È stato un confronto franco e articolato, in cui non sono mancate critiche, verso la mancanza di una posizione chiara del PD su temi delicati. In particolare, è emerso il problema del silenzio rispetto a manifestazioni estremiste, o ad alcuni episodi di boicottaggio nell’Università di Torino, oppure di fronte a manifestazioni di ostilità verso l’esistenza stessa dello Stato di Israele o verso gli ebrei; è anche stata denunciata una generale tendenza all’autocensura quando si tratta di condannare le violenze del 7 ottobre. In particolare tali fenomeni di ostilità e ambiguità sono stati rilevati nell’ambito della componente giovanile del partito. In vista del 25 aprile è stata inoltre auspicata una Festa della Liberazione serena, in cui non trovino alcuna sponda gli inaccettabili accostamenti tra la violenza di Hamas e la nostra Resistenza.
Abbiamo ascoltato posizioni diverse all’interno della stessa segreteria, ma tutte consapevoli della necessità di uscire dall’ambiguità. Interessante (e forse non scontato) notare che da parte di chi ha lavorato per decenni concretamente a favore dei palestinesi esiste una maggiore consapevolezza della necessità di chiare prese di distanza da Hamas.
Durante l’incontro è stata avanzata la proposta di un’iniziativa pubblica che riaffermi con chiarezza alcuni principi fondamentali:
- Distinguere tra lo Stato di Israele e il suo governo attuale;
- Difendere il diritto all’esistenza di Israele e il sostegno alle sue opposizioni democratiche;
- Condannare Hamas – organizzazione terroristica – e ogni forma di antisemitismo e fanatismo.
Mimmo Rossi, segretario regionale, ha espresso l’impegno a promuovere un dibattito interno su questi temi, aprendo nuovi spazi di confronto, sia a livello regionale sia nazionale.
È un primo passo importante per ricostruire una sinistra capace di prendere parola in modo chiaro, senza cedimenti né semplificazioni. In questa direzione, la sezione di Torino e del Piemonte è già al lavoro per promuovere nuovi momenti di confronto con altre forze politiche.
–

