Ecco come appare un risveglio!

SxI Newsletter 26 - 2026 LUGLIO COVER

dalla Newsletter n°26 – Luglio 2026
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Yair Golan

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(traduzione di Roberto Della Rocca)

Buonasera!
È esattamente così che appare un risveglio! Ecco come appare un movimento che si è alzato, guarda la realtà negli occhi ed è pronto a prendere il timone in mano!

Guardate le persone che si trovano qui sul palco con me!

La forza che vedete qui stasera è la decisione diretta di oltre centodiecimila cittadini e cittadine, che oggi sono usciti a votare e hanno preso il futuro del Paese nelle proprie mani. Centodiecimila israeliani e israeliane hanno formato oggi la punta di lancia del nostro campo della riparazione.

Ma i Democratici sono molto più di centotredicimila iscritti. Non siamo solo un partito: siamo un movimento! Un movimento enorme sul territorio, un movimento di valori, combattivo, di cittadini e cittadine per cui la democrazia è la linfa vitale.

Questa è politica di speranza, questa è democrazia al suo meglio: viva, vibrante e pronta alla lotta. E questa squadra, che si trova qui dietro di me, sarà la scelta nelle urne di più di un milione di elettori. Cittadini che metteranno la nostra scheda elettorale, perché esigono una leadership che non batta ciglio, che non si pieghi e che non chieda scusa.

Apriamo stasera una campagna elettorale sulla quale si reggerà o cadrà il futuro del Paese. Possiamo già da ora risparmiare a tutti la sorpresa: le macchine del fango hanno già iniziato a scaldarsi e da domani lavoreranno a pieno regime. Cercheranno di infamare, diffamare, distorcere ogni parola e creare una realtà fittizia e mendace.

Lo faranno perché hanno paura. E a dire il vero, hanno perfettamente ragione. Hanno un’ottima ragione per avere paura.

Questa squadra sul palco e l’enorme forza politica seduta qui in sala sono la minaccia più grande e concreta per il governo del fallimento. Siamo la minaccia immediata per la coalizione corrotta, per gli evasori della leva e per gli estremisti nazionalisti.

Nei giorni e nelle settimane a venire vedremo l’istigazione della macchina del fango al massimo della sua potenza, ma non ci faremo scoraggiare. Questa sarà la prova che siamo esattamente nella direzione giusta.

La strada che ci ha portato a questa sera non è iniziata ieri. Continua ininterrottamente già da tre anni e mezzo.

Il pubblico democratico in Israele si è alzato per lottare per il Paese. Noi, democratici e democratiche, siamo un pubblico numeroso che ama il Paese, e che dimostra di non essere semplicemente disposto a rinunciarvi e ad arrendersi.

Siamo la nonna che sta con il nipote con la bandiera sui ponti. Siamo le mani che hanno tenuto le centinaia di migliaia di bandiere israeliane nelle proteste, quando hanno cercato di attuare qui un colpo di stato istituzionale; siamo quelli che si sono riuniti ogni settimana per gridare il grido del pubblico democratico.

E quando ci ha colpito il 7 Ottobre, non abbiamo aspettato il governo del fallimento. I Democratici sono i riservisti e le riserviste che sono scattati immediatamente, che hanno indossato l’uniforme, hanno cercato il contatto col nemico e sono andati nelle aree adiacenti a Gaza e al nord per soccorrere e salvare vite dall’inferno e proteggere i confini dello Stato.

E in tutto questo tempo, non abbiamo fermato la lotta pubblica per la liberazione dei nostri fratelli e sorelle che erano in prigionia. Questa lotta continua ha registrato successi. Non ci siamo arresi allora e non ci arrenderemo oggi.

Ma ora, la nostra missione passa alla fase successiva. Dobbiamo prendere tutto l’enorme sforzo e le energie degli ultimi tre anni e mezzo e tradurli in potere di governo.

Le manifestazioni e le proteste sono uno strumento necessario, ma non sono l’obiettivo finale. L’obiettivo è il potere politico.

La forza e il grido nelle strade devono trasformarsi in una scheda elettorale nell’urna e da lì in un cambiamento concreto all’interno dei ministeri del governo. È assolutamente vietato che questo sforzo mastodontico venga gettato nella spazzatura una volta terminate le elezioni.

La nostra lotta deve concludersi con una rappresentanza di Democratici forti seduti nel cuore del governo di ricostruzione e riparazione che sorgerà qui.

Dobbiamo dirlo chiaramente: senza Democratici forti e influenti all’interno del prossimo governo, l’intero blocco del cambiamento scivolerà molto rapidamente a destra. Nel blocco si troverà sempre qualcuno incline a cedere, pronto a scendere a compromessi, tentato di strizzare l’occhio in cambio di un altro po’ di finta quiete coalizionale. Questa volta non può semplicemente accadere. Questa volta è vietato arrendersi e non abbiamo alcuna intenzione di scendere a compromessi sui principi fondamentali.

Democratici forti significa una concezione della sicurezza responsabile e disincantata. Ci assicureremo che il governo di Israele dia priorità alla chiusura dei fronti e metta fine ai cicli di combattimento attraverso accordi di sicurezza regionali a lungo termine. Una sicurezza strategica stabile si basa innanzitutto su un muro di ferro militare unito alla stabilità diplomatica, e non su false promesse di una vittoria totale che non si realizza mai.

E la prima cosa che faremo, la prima decisione che faremo passare al governo non appena ci siederemo attorno al tavolo, sarà l’istituzione di una commissione d’inchiesta statale. Quella stessa commissione di cui Netanyahu e l’attuale governo hanno così tanta paura, che eludono e da cui scappano come dal fuoco. Sono terrorizzati dalla verità, ma noi faremo in modo che venga alla luce. Senza una commissione statale indipendente che indaghi fino in fondo, non è possibile attribuire responsabilità e non si può davvero iniziare il processo di guarigione e ricostruzione.

Saremo lì per assicurarci che tutte le leggi del colpo di stato istituzionale siano completamente annullate. Non ci accontenteremo di un congelamento o di una sospensione, ma esigeremo l’annullamento totale. Al loro posto, revocheremo immediatamente le leggi sui candidati incriminati e faremo passare leggi per il rafforzamento della democrazia, per garantire che nessuno possa più usare lo Stato come scudo contro lo stato di diritto. Parallelamente, la Polizia israeliana subirà una riforma profonda. La trasformeremo da milizia politica governata da ministri criminali in un organismo professionale al servizio solo della legge e del cittadino. Elimineremo la criminalità organizzata, che ha raggiunto dimensioni senza precedenti con l’incoraggiamento di questo governo e terrorizza la vita dei cittadini arabi.

Lavoreremo per una vera partnership ebraico-araba, opereremo per sradicare il razzismo e la discriminazione, correggeremo la Legge sullo Stato-Nazione e in ogni passo e in ogni decisione il valore dell’uguaglianza, scritto nella Dichiarazione d’Indipendenza, sarà davanti ai nostri occhi.

Inoltre, garantiremo media liberi e indipendenti: con noi non ci saranno canali di propaganda il cui scopo è far eco ai messaggi del governo e dividere il popolo.

Solo una forte rappresentanza democratica porterà alla separazione dai palestinesi. Non permetteremo allo Stato di Israele di farsi trascinare in un’annessione strisciante che ci distruggerebbe come Stato ebraico e democratico. Fermeremo l’annessione, lanceremo una guerra totale contro il terrorismo ebraico che ci macchia ed evacueremo immediatamente le fattorie e gli avamposti illegali in Giudea e Samaria che generano caos nella sicurezza e mettono in pericolo i soldati delle IDF. Questo è l’unico modo per promuovere una visione politica sana, basata su accordi internazionali e non su deliri messianici.

Nelle questioni interne, presenteremo una visione civile liberale e decisa. Solo Democratici forti approveranno una legge sulla leva reale, che sia un dovere per tutti. Senza imbrogli, senza sotterfugi e senza compromessi. Servono tutti.

Parallelamente, guideremo un’agenda liberale che include l’attivazione del trasporto pubblico di sabato e i matrimoni civili. Metteremo anche fine al sistema delle correnti politiche nell’istruzione statale. Israele ha bisogno e deve avere un unico sistema educativo statale. Un unico sistema, con l’obbligo di studi delle materie fondamentali per ogni bambino e bambina e un’educazione approfondita alla democrazia. Sono finiti i giorni in cui lo Stato finanzia la divisione per ragioni di coalizione.

E per concludere, la missione di ricostruzione stessa. Faremo in modo che le aree adiacenti a Gaza e il confine settentrionale non vengano trascurati e siano chiaramente definiti come aree di massima priorità nazionale. Forniremo loro sicurezza e protezione, ma cosa ben più importante: investiremo budget enormi che le trasformeranno in un polo di attrazione per le giovani famiglie. L’obiettivo nazionale è che i giovani da ogni angolo del Paese salgano al nord e scendano al sud per mettere radici, avviare attività e formare famiglie. Questa è la vera vittoria sionista.

Amiche e amici, non abbiamo attraversato tutti questi anni di lotta solo per essere una voce di protesta all’opposizione. Siamo arrivati qui per vincere e guidare il Paese.

Entriamo in questa battaglia politica a occhi aperti e determinati come non mai. La splendida squadra qui dietro di me, e quando guardo voi – le centinaia di migliaia in sala e a casa che condividono il percorso – so che questa missione è possibile. È possibile diventare la forza di governo influente e decisiva nell’esecutivo. È possibile vincere queste elezioni.

Ora tocca a voi. Andate sul territorio, parlate con la gente e portate un milione di voti che abbiano il coraggio di cambiare davvero.

Al lavoro!

 

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